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Benvenuto Cellini: lo Scultore Omicida

da TuscanyAll 15 Marzo 2014, 10:51 Florence Museum

Benevnuto Cellini è stato uno scultore, orafo, scrittore e artista italiano ed è considerato uno dei più importanti artisti del Manierismo. Di carattere violento, ebbe per tutta la vita problemi con la giustizia: fu autore di tre omicidi.

Nato a Firenze il 3 novembre del 1500, era il secondogenito di Giovanni Cellini, muratore e suonatore, e Marial Lisabetta Granacci. Inizialmente indirizzato, inutilmente,  verso la carriera di musico, già a quattordici anni venne bandito da Firenze per aver partecipato ad  una rissa. Trasferitosi a Bologna e successivamente a Pisa studiò presso l’orefice Ulivieri della Chiostra. Ritornato a Firenze venne subito coinvolto in un’altra zuffa insieme al fratello Cecchino. Neppure ventenne iniziò a lavorare nella bottega di Giovanni de Georgis a Roma. Nel 1524 aprì una bottega propria e fabbricando numerose opere, in questi primi anni romani, entrò in contatto con numerosi artisti ed orefici, apprendendo molto da loro.

Benvenuto Cellini lo Scultore Omicida
Benvenuto partecipò con successo alla difesa di Castel Sant’Angelo e del papa Clemente VII durante il Sacco di Roma nel 1527, uccidendo, insieme ad altri, il comandante Carlo III di Borbone, con un colpo di archibugio, e ferendo il suo successore principe d’Orange.

Dopo il Sacco di Roma  si diresse a Mantova dove eseguì alcune opere per i membri della famiglia Gonzaga.
Nel 1529  fu richiamato a Roma da Clemente VII che lo nominò stampatore ufficiale della zecca pontificia. Nello stesso anno venne ucciso a Roma, in una rissa, suo fratello Cecchino che aveva intrapreso la carriera di soldato di ventura.
A  Roma venne accusato di avere sottratto alcuni beni papali durante il sacco della città e per questo venne imprigionato in Castel Sant’Angelo.
Dopo aver passato un lungo periodo nella prigione papale di Castel sant’Angelo e fattosi anche protagonista di una rocambolesca fuga, per i dissidi con il papa Paolo III e suo figlio, Benvenuto si rifugiò in Francia alla corte del re Francesco, sotto il quale lavorò per alcuni anni. Durante questa parentesi francese viene anche processato per sodomia dai tribunali francesi, denunciato da una sua modella. Dopo questo episodio ed altre difficoltà nel proseguire i suoi lavori, dovuti principalmente alla forte antipatia che la favorita del Re Madame d’Étampes provava nei suoi confronti, decise di tornare a Firenze ove fu eletto Accademico nella prestigiosa Accademia e Compagnia delle Arti del Disegno fondata nel 1563 da Cosimo I de’ Medici.

 

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