Laocoonte - Musei Vaticani Rome Museum
Il gruppo con il sacerdote troiano condannato all'orribile supplizio da Atena perchè voleva opporsi all'introduzione del cavallo in Troia, fu scoperto il 14 gennaio 1506 nell'area del palazzo dell'imperatore Tito (79-81d.C.), dove lo aveva visto Plinio il Vecchio, lo scrittore latino del I secolo che ne ha lasciato memoria.
Giuliano da Sangallo e Michelangelo, accorsi sul luogo dello scavo, consigliarono Giulio II all'acquisto. Per il trasferimento in Vaticano, il primo giugno, le campane di Roma suonarono a stormo e l'episodio fu occasione di pubblica festa.
Da allora la statua fu ritenuta opera originale di artisti di Rodi, scolpita negli anni a cavallo fra l'antichità e l'era cristiana.
Celebrata già in epoca romana per lo straordinario vigore espressivo, fin dal suo rinvenimento suscitò negli artisti il desiderio d'eguagliarla e ispirò lo stesso Michelangelo.
Laooconte era considerato dai Romani come un antenato avendo il suo vaticinio sfortunato indotto Enea, progenitore di Romolo, a fuggire da Troia.
Secondo una recente autorevole ipotesi sarebbe stata copiata da un originale bronzeo greco realizzato a Pergamo nella seconda metà del II secolo a.C.
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